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Famiglia

Genitorialità digitale, tra regole e condivisione

A volte hai la sensazione che tuo figlio (o i tuoi figli) stia sempre attaccato al cellulare, che sia distratto o diventi aggressivo per un nonnulla, che non abbia più voglia di chiacchierare a tavola preferendo la chat degli amici?

Non preoccuparti, non sei l’unico!

La maggior parte dei genitori si trova ad affrontare queste situazioni sempre più frequentemente, soprattutto da quando si è diffusa l’abitudine di associare la festa per la Comunione al cellulare come regalo.

E spesso la prima reazione è: “Spegni quel telefono o te lo sequestro per una settimana!”

La reazione di pancia. Funziona poche volte, forse fino a quando sono più piccoli e credono ancora che quella minaccia sarà seguita da una punizione vera. Poi si abituano, sanno che basta lasciare il cellulare per qualche ora e riprenderlo in mano quando mamma o papà sono impegnati a fare altro.

Spesso siamo distratti, noi genitori. Tra il lavoro e le incombenze quotidiane, qualche volta ci scappa il pensiero che, in fondo in fondo, quel telefono o quel tablet sono un modo che funziona per tenere i ragazzi occupati per un po’.

“Facciamo 15 minuti al giorno” – “Ok”.

Poi ci mettiamo a controllare le mail del lavoro, a rispondere al collega che ha un’emergenza da risolvere subito, anche se sono le 9 di sera e dobbiamo cucinare, e poi dobbiamo cucinare e preparare la tavola e… sono passate 2 ore.

“Mi aiuti a preparare la tavola?” – Silenzio o grugnito di risposta, nessun movimento.

“Spegni quel telefono o te lo sequestro per una settimana!”

Come sarebbe bello se da soli, i nostri ragazzi, sapessero quando è il momento di studiare e fare i compiti, quando possono dare una mano in casa, e avessero sempre il desiderio di raccontarci cosa accade nelle loro vite.

Da soli, i nostri ragazzi, non lo farebbero comunque, anche se vivessimo all’età della pietra, senza computer, tablet o internet. È un fatto di educazione.

Come fu per i nostri genitori con noi, ora siamo noi gli adulti con il meraviglioso compito di educare i nostri figli e avere un ruolo di riferimento nelle loro vite.

I tempi sono complessi, nessun dubbio su questo. In più adesso ci sono, appunto, tutte le allettanti e insidiose proposte della Rete. Un universo nel quale è facile smarrirsi se non ci sono riferimenti solidi.

Ma allora, se per generazioni i genitori sono riusciti a trasmettere ai figli regole di educazione che consentono loro di crescere, formarsi un’identità e spiccare il volo nel mondo degli adulti, perché dovrebbe essere diverso nel mondo di oggi, dove reale e virtuale si mischiano ogni giorno?

La chiave è l’educazione digitale!

Difficile? Forse. E un po’ faticoso all’inizio: è necessario stare al passo coi tempi, informarsi e imparare nuovi linguaggi.

Vi assicuriamo che la ricompensa sarà molto più grande:

  • Riuscire a passare più tempo insieme ai propri i figli, imparare da loro le abilità nell’utilizzare i dispositivi digitali e ripagarli per la loro pazienza spiegando loro come agire con buon senso.
  • Scoprire che si possono condividere molti interessi e molte passioni, che ciò che cambia è solo il modo in cui si vivevano prima dell’avvento digitale, non la qualità delle emozioni che ne derivano.
  • Parlare lo stesso linguaggio e divertirsi, ritrovando quel punto di incontro che spesso ci è mancato e ci ha fatto sentire rifiutati.
  • Riappropriarsi dei ruoli, genitore-figlio, adulto-ragazzo, per scoprire che tuo figlio da te vuole regole e insegnamenti (anche se non te lo dirà mai). E tu, per lui, torni ad essere quel riferimento solido al quale tornare ogni volta che il suo ingresso nel mondo adulto lo farà sentire insicuro e spaventato.

Ma da dove si comincia per raggiungere tutto questo? Noi crediamo fortemente che la scuola abbia un ruolo fondamentale, tanto quanto lo ha la famiglia.

Ecco perché il percorso EIPASS Junior può aiutarti nel trovare risposte alle tue domande, accelerando il processo che ti metterà in pari con le competenze che tuo figlio ha già.

CHI PUÒ ADERIRE
  • Scuole primarie
  • Secondarie di I grado
  • Associazioni
  • Ludoteche
  • Scuole paritarie
  • Scuole private
  • Centri di educazione
  • Centri di formazione
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